Digivis a Berlino per il secondo meeting transnazionale del progetto WISE-UP

Il 7 e 8 maggio, Digivis ha preso parte a Berlino al secondo meeting transnazionale del progetto WISE-UP, insieme alle organizzazioni partner del consorzio provenienti da sei Paesi europei. L’incontro ha rappresentato un momento importante di confronto sui progressi del progetto, con un focus particolare sui primi risultati del questionario somministrato agli studenti nei Paesi coinvolti.

WISE-UP nasce con l’obiettivo di supportare il benessere degli adolescenti nell’era del sovraccarico digitale, aiutando scuole, insegnanti e studenti a sviluppare maggiore consapevolezza, autoregolazione e resilienza rispetto all’uso delle tecnologie. In un contesto in cui il rapporto tra giovani, smartphone e social media è sempre più al centro del dibattito pubblico ed educativo, il progetto propone un approccio basato sulla mindfulness e sul lavoro diretto nelle scuole.

Durante il meeting, Digivis ha presentato i risultati del lavoro di monitoraggio e valutazione, a partire dai dati raccolti attraverso il questionario WISE-UP. Complessivamente, hanno partecipato alla rilevazione 4.700 studenti: circa 2.300 coinvolti nelle attività del progetto e inclusi nel gruppo di trattamento, e circa 2.400 appartenenti al gruppo di controllo. La raccolta dati ha superato l’obiettivo iniziale di 2.000 questionari, con contributi provenienti da tutti i Paesi partner. Il questionario ha permesso di costruire una fotografia ampia e articolata delle abitudini digitali degli adolescenti. Sono stati analizzati diversi aspetti: le piattaforme più utilizzate, i momenti e i contesti di utilizzo dello smartphone, la capacità di gestire il tempo online, l’impatto delle tecnologie sulla concentrazione e sullo studio, le relazioni sociali, il benessere emotivo, la sicurezza digitale e le strategie di autoregolazione.

Dai dati emerge che l’uso dello smartphone è ormai profondamente integrato nella quotidianità degli studenti. Molti ragazzi dichiarano di utilizzare il telefono soprattutto da soli, ma anche con amici, in famiglia e a scuola. Le piattaforme più diffuse includono WhatsApp, YouTube, TikTok, Instagram e Snapchat, con alcune differenze tra le fasce d’età. Un dato particolarmente significativo riguarda il primo accesso al mondo digitale: molti studenti hanno ricevuto il primo telefono prima dell’inizio della scuola secondaria, e una quota rilevante già durante la scuola primaria.
Il questionario ha inoltre messo in luce alcune aree di attenzione. Tra queste, la difficoltà a mantenere la concentrazione durante lo studio, la tendenza a perdere la percezione del tempo trascorso online, l’abitudine a controllare il telefono anche quando si svolgono altre attività e l’impatto emotivo delle interazioni sociali digitali. In particolare, alcune risposte evidenziano vissuti legati ad ansia, esclusione, confronto sociale e pressione a rimanere sempre connessi.
Allo stesso tempo, i risultati mostrano anche elementi positivi: molti studenti dichiarano di essere consapevoli del tempo trascorso online, di saper riconoscere situazioni di rischio e di avere già sviluppato alcune strategie per gestire l’uso dei dispositivi. Questo conferma l’importanza di lavorare non solo sulle restrizioni, ma anche sul rafforzamento delle competenze interiori e relazionali dei ragazzi.

Proprio per questo, i dati del questionario rappresentano una base fondamentale per le prossime attività del progetto. I risultati saranno inoltre valorizzati attraverso attività di comunicazione multilingue, materiali di disseminazione e contenuti rivolti a scuole, famiglie, educatori e stakeholder locali, regionali e nazionali.

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche l’avanzamento delle attività di comunicazione e disseminazione, con l’obiettivo di rendere i risultati del progetto accessibili a un pubblico sempre più ampio. Le prossime fasi prevedono la promozione dell’app WISE-UP, il rafforzamento delle campagne di awareness e la diffusione dei risultati del questionario attraverso contenuti dedicati e campagne mirate.
I primi risultati sono incoraggianti: nelle scuole dei Paesi coinvolti, gli insegnanti stanno mostrando un forte interesse verso il progetto, attratti sia dall’approccio basato sulla mindfulness sia dall’attualità del tema. In un momento in cui le istituzioni europee discutono possibili nuove restrizioni sull’uso dei social media tra gli adolescenti, WISE-UP contribuisce al dibattito da una prospettiva complementare: lavorare dal basso, direttamente con docenti e studenti, per costruire consapevolezza, capacità di scelta e benessere digitale.

Il meeting di Berlino ha confermato il valore della collaborazione tra i partner e l’importanza di partire dall’ascolto degli studenti. Attraverso i dati raccolti, WISE-UP potrà continuare a sviluppare strumenti concreti per aiutare le scuole ad accompagnare i giovani verso un rapporto più sano, equilibrato e consapevole con il mondo digitale.